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Polisonnografia

  • L’esame non è invasivo o doloroso ed è di facile esecuzione. Può essere eseguito nella struttura o al proprio domicili
  • Monitoraggio onde cerebrali, frequenza battito cardiaco, livello di ossigeno nel sangue, movimenti oculari, corpo e arti
  • Apnee notture: registrazione della frequenza respiratoria e del flusso d’aria, nonché dei livelli di ossigeno

Polisonnografia: l’esame che misura i disturbi del sonno

L’esame di polisonnografia, chiamato anche studio del sonno, è un test completo e utilizzato per diagnosticare i disturbi del sonno. La polisonnografia registra le onde cerebrali, il livello di ossigeno nel sangue, la frequenza cardiaca e la respirazione, nonché i movimenti degli occhi e delle gambe durante lo studio.

Questo importante esame monitora le fasi e i cicli del sonno e registra tutti i parametri  (russamento e apnee notturne, ossigenazione, ritmo cardiaco, movimenti, posizioni del paziente più inclini al russamento).

Normalmente si attraversano più cicli di sonno per notte, passando dal sonno NREM al sonno REM in circa 90 minuti. I disturbi del sonno possono disturbare proprio questo processo. La polisonnografia permette di valutare la gravità del disturbo notturno e la sua interferenza sulle condizioni vitali dell’organismo. A seconda dei casi si può rendere necessario anche l’esecuzione di radiografia della struttura scheletrica facciale, risonanza magnetica del collo, esami sierologici per valutazione di concomitanti patologie tiroidee o specifiche patologie ormonali.

Oltre ad aiutare a diagnosticare i disturbi del sonno, la polisonnografia può essere utilizzata per iniziare o modificare un piano trapeutico se già stato diagnosticato un disturbo.

La prepazione e gli strumenti per l’esame

Questo esame può essere seguito in tanti modi differenti a secondo del disturbo che stiamo andando a studiare durante la notte. Quello che accomuna tutti gli esami polisonnografici è la registrazione, durante il sonno, di diversi parametri biologici tra cui i più importanti sono il respiro, il russamento, la frequenza cardiaca, l’ossigeno nel sangue e talvolta anche la pressione arteriosa e i movimenti del corpo.

L’esame avvine con un monitoraggio cardiorespiratorio con un apparecchiarutre. Si tratta di sensori volti alla rilevazione dei parametri respitatori: Fascia toracia e addominale che registrano l’attività della muscolatura respiratoria a livello toracito e addominale, sensore di posizione che rileva i movimenti corpori, elettrodi per la rilevazione e acquisizione del segnale ECG che valuta le variazioni di frequenza cardiacia, pulsossimetro con metodica, indiretta e non invasiva, che consente di misurare la saturazione di ossigeno nel sangue del paziente, cannula oronasale che monitora il flusso respiratorio con eventuali pause e russamento.

  • Apnee notturne, insonnia, narcolessia, stanchezza cronica e disturbi piu complessi
  • Verifica e monitoraggio dell’andamento del piano terapeutico
  • Monitora tutte le fasi e i cicli del sonno 
  • Disturbo del comportamento del sonno REM
  • Mioclonie notturne con movimenti involontari degli arti